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Chi ha paura della pagina bianca?

Lo spazio bianco non è un nemico, è l'alleato per rendere un progetto grafico davvero efficace
01.04.22
Tempo di lettura:

Creare un elaborato grafico senza avere esperienza non è affatto facile; puoi avere il supporto di alcune rigide regole grafiche consigliate da un amico, ma ti sembrerà sempre che il risultato finale sia meno bello e armonioso di come avevi sperato, insomma ci sarà sempre qualcosa che non funziona.

Perché quello che ho prodotto non è così bello? Eppure ho seguito tutto quello che mi era stato detto alla perfezione!

Nella grafica spesso seguire regole severe non è funzionale e, al contrario, potrebbe risultare molto limitante. È incredibile a dirsi, ma le nozioni che funzionano e creano un maggiore effetto sono quelle legate al buon senso.

Ti illustriamo tre concetti che, messi assieme, posso rendere il tuo progetto davvero efficace.

Il bianco

In grafica si è soliti parlare del concetto di “spazio bianco”; questo non ha nulla a che vedere con il colore ma si riferisce a un’area, ad esempio un foglio dove il mio occhio può accedere con facilità e spostarsi verso gli elementi inseriti.

Infatti, il bianco può essere usato anche nella composizione fotografica, per esempio lasciando dei grandi spazi d’aria attorno al soggetto.

Lo spazio bianco è usato per:

  • accompagnare l’occhio dell’osservatore verso un punto focale ed accentuarlo
  • dare respiro all’occhio e favorire la leggibilità del contenuto

Uno degli errori più comuni di chi è alle prime armi è voler riempire tutto il foglio: il terrore del vuoto si chiama Horror Vacui e riguarda l’incapacità di gestire gli elementi nello spazio messo a disposizione.

L’esperienza

Quindi, devo posizionare una serie di elementi su una pagina bianca (una foto, un titolo, delle date, un testo e dei loghi), ora so che devo trovare un punto focale e lasciare del respiro all’occhio, come posso inserirli?

Partiamo dal concetto di esperienza da cui siamo molto influenzati.

L’esperienza è la conoscenza diretta personalmente acquisita con l’osservazione, l’uso o la pratica, di una determinata sfera della realtà.

Rispondi a questa domanda: come si chiama la sfera della realtà che sperimentiamo fin da piccoli quando iniziamo prendere contatto con l’ambiente che ci circonda?

La forza di gravità

Grazie all’esperienza della forza di gravità noi sappiamo che: in uno spazio bianco una barca deve stare nella parte bassa dell’area che abbiamo a disposizione, mentre una nuvola nella parte alta, mai il contrario!

Invertire le immagini ci darebbe un senso di stranezza e di mancata cura dei dettagli.
Perché? Eppure abbiamo spostato solo due elementi!

Noi siamo assolutamente influenzati dalla gravità, sappiamo tramite la nostra esperienza che tutto possiede gravità, anche un foglio su cui stiamo disegnando; gli elementi che posiziono nella parte inferiore della pagina prenderanno un peso visivo più elevato perché condizionati da essa.

Esempi di composizione grafica

Prendiamo per esempio questa pubblicità di Spotify e pensiamo a ciò che abbiamo appena detto, pensi anche tu che ci sia qualcosa che non torna, qualcosa che potrebbe essere migliorato?

Si nota molto bene il peso visivo acquisito dal pulsante e ci verrebbe spontaneo trascinarlo verso il basso per appoggiarlo a terra. Quindi prendiamo anche tutto il blocco del testo e trasciniamo giù anche lui.

Come ti sembra? La pubblicità è migliorata, come fosse più leggera, non trovi?

Ora torniamo al nostro elaborato grafico, qual è l’elemento più leggero che hai a disposizione? Sicuramente l’immagine, quindi dove andrà posizionata? Diremmo in alto perché è leggera!

Dopo aver inserito l’immagine sappiamo quale sarà lo “spazio” che catturerà il nostro occhio e lo trascinerà verso il punto focale, quindi qual è l’elemento più importante che ho a disposizione? Il titolo!
Successivamente andremo a inserire tutti gli altri elementi in ordine di importanza (date – testo e loghi), in modo da creare un’area più pesante che viene trascinata verso il basso dalla forza di gravità del foglio.

Una curiosità: la pubblicità Volkswagen Think Small di William Bernbach è stata la prima locandina pubblicitaria a fare diventare popolare il concetto di spazio bianco, in precedenza tutte le campagne erano impostate in modo da riempire completamente lo spazio a disposizione perchè seguivano l’idea di dare all’osservatore più dettagli e più emozioni possibili.
Il risultato erano pubblicità difficili da memorizzare, in cui le informazioni si perdevano tra i troppi dettagli.

Quelle che vi abbiamo elencato non sono regole assolute, sono conoscenze che, una volta acquisite, sperimentate e padroneggiate, potrai modificare a tuo piacimento, sapendo che sarai sempre consapevole di cosa funziona e cosa invece no!

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