Gli scorsi venerdì e sabato li abbiamo trascorsi in compagnia di sconosciuti, senza castagne, senza vino e saltando la festa Patronale di San Martino che ogni anno si tiene l’11 di novembre a Belluno.
E non è stato così terribile.

Siamo stati a Milano in occasione del Codemotion, Tech conference sulle ultime novità, tendenze e tecnologie del web che ad ogni edizione riunisce sconosciuti provenienti da ogni parte d’Italia, d’Europa e del mondo; sconosciuti accomunati dalla passione e dalla fame di innovazione, una grande famiglia che parla una lingua comune nonostante la moltitudine di sfumature al suo interno.

Le buzzwords di quest’anno sono state kubernetes e serverless, tanto che il keynote di sabato era intitolato “The future or Functions“. Abbiamo già avuto modo di lavorare con entrambi nel corso dell’ultimo anno e abbiamo già alcuni progetti in mente proprio sul fronte serverless ;)

Queste sono le nostre impressioni sulla due giorni milanese:

Martina

Scrivere applicazioni per Android è probabilmente la cosa che più mi piace fare, ma spesso mi trovo a dover riscrivere molte volte verbosi pezzi di codice, tanto che alle volte l’entusiasmo si affievolisce un po’.
A maggio, in occasione del Google I/O, è stato annunciato il supporto ufficiale a Kotlin per quanto riguarda lo sviluppo delle applicazioni Android e la mia reazione è stata: “Aspetta, di cosa si tratta?”. Purtroppo tra una cosa e l’altra, non sono mai riuscita a guardare la documentazione e approfondire il discorso, almeno fino a questo Codemotion.
Il talk di Davide Cerbo, “Kotlin: forse è la volta buona”, offriva una panoramica di questo linguaggio, spiegandone le innovazioni e i vantaggi (oltre a qualche svantaggio, ovviamente) e il risultato è stato qualcosa di veramente molto interessante. Non vedo l’ora di sviluppare la prossima applicazione e sperimentare in prima persona questo nuovo modo di lavorare!

Alessandro

Credo che pochi (o nessuno) possano dire di essere nati imprenditori.  Nel mio caso, sono passato dal fare l’analista/programmatore alla gestione dell’azienda e del team. Avrei sempre voluto che qualcuno mi dicesse quali strumenti mi sarebbero serviti, a cosa fare attenzione, mi consigliasse quali libri leggere e mi raccontasse quale sarebbe stata l’evoluzione aziendale. Magari nello specifico di un’azienda che opera nel nostro settore!
Oggi questa persona ha un nome: Federico Feroldi. Ho trovato molto interessante e ricco di spunti il suo talk “From 1 to infinity: how to scale your tech organization, build a great culture and keep your sanity“.

Marco

Al Codemotion mi piacciono i talk che portano casi reali, che cercano di condividere la propria esperienza. Mi piace quel senso di community che si forma quando qualcuno si presenta dicendo “Hey, questi sono gli errori che abbiamo fatto nell’ultimo anno, ecco cosa abbiamo imparato”.
Tra quelli che mi piacerebbe segnalare ci sono sicuramente:

Martino

C’è stato un intervento in particolare che mi ha fatto venire voglia di rinchiudermi in camera e scrivere codice ignorando orologio e bisogni fisiologici, ed è “Crea un’esperienza VR coerente sul Web con A-Frame” di Eugenio Petullà.
Full Stack Developer e Tech speaker per Mozilla, nei suoi 40 minuti parla di A-Frame, un framework per lo sviluppo di webVR, realtà virtuale sul web, visibile su tutti i browser più comuni e fruibile dai dispositivi VR compatibili come Oculus Rift, Vive, Daydream, GearVR, Smartphone con Cardboard e così via.

Le cose che più mi hanno colpito sono la sua semplicitàversatilità.
Per poter utilizzare A-Frame però è necessario avere delle conoscenze di HTML e Javascript:
al suo interno infatti racchiude three.js, una libreria Javascript per la visualizzazione di grafica 3D in un web browser; gli elementi e la loro posizione invece vengono dichiarati mediante l’utilizzo di HTML.
A-Frame mette a disposizione un inspector nel quale è possibile effettuare modifiche alle proprie scene con un approccio più grafico e meno tecnico (ed esempio trascinando gli elementi), è predisposto per la visualizzazione di foto e video 360° e si possono realizzare molteplici combinazioni; potrebbe rivoluzionare il modo in cui oggi vediamo gli slider, le gallerie di immagini e persino la navigazione delle pagine.
Per ora me lo studierò e in futuro spero si presenti l’occasione di poterlo utilizzare in un caso reale.

Non sarebbe giusto parlare solo delle cose positive, e quindi ci tocca anche menzionare alcune piccole cose che non sono andate per il meglio:

Il cambio di location ha lati positivi e negativi: molto bella dal punto di vista architettonico ma con spazi ridotti in certe situazioni, soprattutto al sabato. L’uso delle cuffie, se da una parte ha permesso di sentire perfettamente i talk, dall’altra ha ridotto l’interazione e lo scambio di commenti con i vicini.

Per quanto riguarda il pranzo, c’è ancora molto da fare.. in questi casi non si pretende un pranzo da ristorante, ma dare un assaggio (è proprio il caso di dirlo) agli stranieri della famosa cucina italiana quello si!