Per i siti web dei nostri clienti abbiamo sempre usato WordPress perchè è uno strumento che conosciamo bene e che ci permette di fornire un ambiente facile da usare nel minor tempo possibile. Ma cosa succede quando un semplice sito web non è lo strumento adatto allo scopo?

Siamo i primi a sostenere che si può fare di tutto con WordPress (se sai come farlo) ma questo non vuol dire che si debba farlo per forza, così quasi due anni fa ci siamo incamminati alla ricerca di uno strumento che ci permettesse di costruire soluzioni personalizzate per i nostri clienti, che potessero andare oltre il sito web.

Abbiamo usato un approccio molto agnostico, cercando di non scartare nessun framework o linguaggio a priori. Naturalmente avevamo alcuni punti fermi: provenendo dal PHP avremmo preferito restare su questo linguaggio (ma non era obbligatorio), e poi ci sarebbe piaciuto poter cominciare velocemente a costruire i nostri prototipi imparando (dagli inevitabili errori) strada facendo.

Parlando di framework, Ruby on Rails è stato il primo che ci è venuto in mente, colpiti dalla semplicità del linguaggio. Abbiamo fatto qualche esperimento ma la strada da fare per essere produttivi ci sembrava molto lunga.

Al Codemotion 2014 abbiamo assistito a molti talk su Nodejs e lo stack Mean (MongoDB, Express, Angular, Nodejs) e ci è sembrato molto interessante. Usavamo già npm (il gestore dei pacchetti di nodejs) per il frontend e naturalmente javascript era un linguaggio che conoscevamo abbastanza bene. I nostri esperimenti si sono subito tradotti in alcuni script che utilizziamo ancora oggi per il provisioning dei server ;)

Qualcosa però ancora non quadrava, non riuscivamo ad essere produttivi e sembrava di saltellare su una gamba sola, noi invece volevamo correre! L’occasione di provare Laravel è arrivata un po’ per caso, come spesso accade per gli eventi che si rivelano poi decisivi: un cliente voleva un prototipo in pochissimo tempo e la decisione andava presa al volo. Scartati Symfony per alcune insoddisfacenti esperienze passate e Yii per la curva di apprendimento più inclinata, la scelta è caduta su Laravel che proprio in quei giorni usciva con la versione 5.0 e prometteva grandi cose.
Ci siamo sentiti subito a casa: tutto era molto naturale e potevamo finalmente concentrarci sugli scopi dell’applicazione anziché perdere tempo a reinventare la ruota continuamente!

Siamo approdati a Laravel per la semplicità, ma ci siamo rimasti per la comunità e per la cura dei dettagli.
Un esempio? In Laravel tutti i commenti del core sono lunghi 3 righe e ogni riga è esattamente 3 caratteri più breve di quella che la precede. È questo tipo di attenzione ai dettagli che ci ha conquistati, la continua ricerca di produrre codice elegante e che funziona!

Con Laravel abbiamo scoperto anche un altro lato del PHP, il linguaggio più diffuso e più odiato di tutto il web. Fino a poco tempo fa pratiche oggi normali come il namespacing e la gestione delle dipendenze erano completamente sconosciuti al PHP e non c’è da meravigliarsi se in molti (noi compresi) cercavano alternative. Oggi PHP sta vivendo un rinascimento grazie alla versione 7 e a una community sempre più grande che ha saputo dare nuovi standard al linguaggio.

Siete curiosi di sapere com’è andata a finire con quel cliente? Restate sintonizzati e lo scoprirete presto nel nostro Portfolio!