Nel nostro lavoro il termine font è pane quotidiano ma, ce ne rendiamo conto, può risultare un po’ oscura la differenza che passa tra le parole carattere e font.
No problem, ora vi spieghiamo tutto per bene!

Che differenza c’è tra font e carattere?

Il carattere è una lettera, un segno di punteggiatura o un simbolo, la lettera A, ad esempio, è un carattere. Un insieme di caratteri accomunati da uno stile grafico forma un carattere tipografico.
Il font è il mezzo che permette di applicare un carattere, facendo un’analogia con il mondo della musica, è proprio come il file .mp3 che ci permette di ascoltare una canzone.

Breve storia della parola font

Il termine inglese font proviene dal francese medievale fonte, ovvero «qualcosa che è stato fuso» e si riferisce ai caratteri mobili prodotti per la stampa tipografica che si ottenevano versando il metallo fuso nella forma della matrice del singolo carattere.

Le categorie di font: quale scegliere?

I caratteri tipografici non sono tutti uguali, anzi, sono diversissimi. Ecco le principali categorie:

  • i Serif che, con le loro grazie (così sono chiamati i piccoli allungamenti alle estremità dei caratteri) rendono i testi molto eleganti. Sono molto utilizzati nella stampa su carta;
  • i Sans Serif, in italiano detti “bastoni”, con gli estremi netti e lineari. Sono stati ideati nell’800, dedicati alle pubblicità e alle industrie;
  • i Monospace, il cui stile ricorda da vicino quello delle macchine da scrivere;
  • gli Handwriting (o Script) che danno al lettore la sensazione di leggere un testo scritto a mano.

Alcuni esempi (molto carini) di font

Volete vedere qualche esempio di font? Abbiamo creato delle grafiche tipografiche per ogni categoria, per mostrarvi le diverse leggibilità e personalità che ottengono i testi.

Garamond

Garamond è una pietra miliare nella storia della tipografia, è un font elegante e delicato, apprezzato da editori, grafici e lettori. È un font Serif, arricchito e abbellito con grazie di stile rinascimentale.

È nato a Parigi nel XVI secolo, dal lavoro di Claude Garamond, tipografo e incisore di caratteri della corte del Re. In realtà Garamond si ispirò a Francesco Griffo, il tipografo bolognese inventore del corsivo: per questo in inglese si dice Italic.

Futura

Futura è un Sans Serif, creato nel 1927, basato su un impianto geometrico ben definito e essenziale. Negli anni ’60 è diventato il simbolo grafico della nuova società dei consumi. Funziona bene sia stampato che in digitale, è utilizzato nei settori più disparati: copertine di album musicali, locandine di film, riviste patinate e propaganda politica.

L’equipaggio dell’Apollo 11, il 20 luglio 1969, lasciò una targa di acciaio sul suolo lunare per commemorare lo sbarco e la frase incisa è scritta in Futura.

Courier

Courier è un Monospace, una famiglia di caratteri creata per somigliare ai testi delle macchine da scrivere. La particolarità è che tutti i caratteri hanno la stessa larghezza e ciò rende il testo molto leggibile. I Monospace sono stati impiegati per le prime stampanti e i primi computer, dalle capacità grafiche estremamente limitate.

I Monospace sono considerati i più leggibili dall’occhio umano, nonché i più distinguibili per il riconoscimento ottico delle lettere da parte di programmi di conversione in digitale.

Dancing Script

Gli Handwriting imitano la scrittura manuale e sono perfetti per dare un tocco di personalità al testo. Tuttavia, ci sono tre elementi che devono accordarsi tra loro, affinché il messaggio sia recepito dal lettore:

  • estetica
  • leggibilità
  • contenuto

e i font Handwriting non sono molto leggibili. Quindi meglio utilizzarli in poche occasioni,
per valorizzare le parole speciali.

Personalizzare significa creare un legame, un feeling unico e immediato, scegliere il font giusto è un modo per avvicinarsi al cliente, è un’ottima strategia comunicativa.

Perciò, se volete un aiuto per comunicare i vostri messaggi nel modo più efficace, sfruttando la forza dei font, scriveteci :)