Venerdì scorso il nostro team di sviluppo si è recato a Verona per assistere al VueDay 2019, la prima conferenza italiana dedicata a VueJS, il framework JavaScript che, avvicinandosi alla versione 3, sta convincendo compagnie sempre più importanti alla sua adozione per i progetti frontend.

La conferenza organizzata dai ragazzi del grUSP ha avuto luogo nella sala conferenze dell’Hotel San Marco, dove ormai si respira aria di casa, la stessa degli scorsi Laravel day ai quali abbiamo partecipato per approfondire gli aspetti di Laravel, un framework PHP che vi abbiamo presentato in questo articolo.

Tutti gli speech del VueDay sono stati tenuti in lingua inglese da developers provenienti da tutta Europa, e noi, prendendo posto in sala, siamo riusciti a malapena a trattenere l’entusiasmo; la curiosità di scoprire come lavorano professionisti di paesi e realtà imprenditoriali diverse dalla nostra e ovviamente la voglia di misurarsi con le loro skills.

Martino

Nelle settimane precedenti al VueDay in ufficio l’aria era frizzante, non stavamo nella pelle in vista della conferenza e devo dire che è stata all’altezza delle aspettative.

Lo stato mentale con cui mi ha lasciato è di assoluto equilibrio:
da un lato la serenità; la sicurezza di aver compreso che gli strumenti scelti e le metodologie di lavoro costruite ogni giorno a Nodopiano, si siano rivelati un buon investimento e dall’altro lato la frenesia; l’ansia di buttarsi a capofitto nella realizzazione di qualcosa di grande e utile con le nuove possibilità presentateci.

I Talk che segnalo sono:

  • Vuex Modules in practice di Geisy Domiciano sulla modularizzazione del gestore di stati di Vue: Vuex.
  • Nuxt.js – Why? How? Oh yeah! di Alexander Lichter sul framework NuxtJs (che già utilizziamo in produzione per i nostri clienti) e le sue potenzialità.
Photo source: https://twitter.com/vuedayit

Daniele

Per me il valore aggiunto dell’esperienza al VueDay è stato il poter parlare con ognuno dei relatori:
stringere la mano a chi sviluppa il core di strumenti importanti come Vue e NuxtJs e ringraziarli per il loro lavoro, o semplicemente confrontarsi con colleghi di altri paesi, con la conferma di sapere che la direzione che abbiamo intrapreso è quella giusta.

I talk che mi sono rimasti più impressi sono stati:

  • Vuenited we stand per l’abilità di Darek ‘Gusto’ Wedrychowski di farci sognare sulle possibilità che ci regalerà Vue già a partire dalla nuova versione 2.7 e fino alla versione 3.0.
  • Vue at Scale for L’Oréal perché il case study di Tim Benniks mi ha aperto gli occhi sulle dinamiche e sulle difficoltà da affrontare quando si tratta di coordinare vari team di sviluppo in tutto il mondo.
Photo source: https://twitter.com/vuedayit

Marco

Ho sempre pensato che le conferenze non servissero soltanto a scoprire ed imparare cose nuove, ma che avessero anche la funzione di dare nuova spinta alla voglia di sperimentare.
E così è stato al VueDay, avevamo tutti un bisogno irrefrenabile di tornare a casa e rimetterci al lavoro su cose vecchie e nuove per migliorarle con quello che avevamo scoperto.

In questo senso, il talk di Marion Schleifer su Vue e GraphQL è quello che, a mio parere, ha più di tutti centrato l’obiettivo.